Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è caratterizzato dalla presenza di pensieri, immagini o impulsi indesiderati e persistenti (ossessioni) che provocano ansia, disagio, senso di colpa o un forte bisogno di controllo.

Per cercare di ridurre questa sofferenza, la persona può mettere in atto comportamenti ripetitivi o rituali mentali (compulsioni), come controllare più volte, lavarsi eccessivamente, chiedere continue rassicurazioni, contare, ripetere mentalmente parole o frasi, analizzare situazioni passate o cercare di ottenere una certezza assoluta.

Spesso chi soffre di DOC è consapevole dell'irrazionalità delle proprie paure, ma si sente ugualmente intrappolato in un circolo vizioso di dubbi, controlli e tentativi di prevenire eventi temuti che, paradossalmente, finiscono per mantenere e rafforzare il disturbo.

Il DOC può manifestarsi in forme diverse: paura della contaminazione, bisogno di controllo, dubbi patologici, timore di arrecare danno a sé o agli altri, ossessioni di carattere religioso, morale o sessuale, bisogno di ordine e simmetria, fino a forme in cui prevalgono le compulsioni mentali e la continua ricerca di rassicurazione.

La terapia cognitivo-comportamentale è considerata il trattamento psicologico di prima scelta per il DOC dalle principali linee guida internazionali, tra cui il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) e l'American Psychiatric Association.

L'intervento si basa principalmente sull'Esposizione con Prevenzione della Risposta (ERP), il trattamento che ha ricevuto il maggiore supporto dalla ricerca scientifica. Nella pratica clinica, tuttavia, l'ERP viene frequentemente integrata con interventi cognitivi, metacognitivi e con approcci di terza generazione, quali l'Acceptance and Commitment Therapy (ACT) e gli interventi basati sulla mindfulness.

Questi approcci aiutano la persona a modificare il rapporto con i pensieri intrusivi, a tollerare meglio il dubbio e l'incertezza, a ridurre il bisogno di controllo e a sviluppare una maggiore flessibilità psicologica. L'obiettivo non è eliminare ogni pensiero indesiderato, ma imparare a riconoscerlo come un evento mentale, senza sentirsi obbligati a rispondere con rituali, evitamenti o comportamenti protettivi.

Il percorso terapeutico aiuta la persona a:

  • comprendere il funzionamento del disturbo;

  • interrompere progressivamente rituali e compulsioni;

  • ridurre il bisogno di rassicurazione e di controllo;

  • sviluppare una maggiore tolleranza all'incertezza;

  • recuperare libertà di scelta nelle attività quotidiane;

  • riprendere relazioni, interessi e progetti di vita spesso limitati dal disturbo.

Molte persone con DOC attendono anni prima di chiedere aiuto per paura di essere giudicate o fraintese. In realtà, i pensieri intrusivi non definiscono la persona e possono essere affrontati efficacemente attraverso un trattamento specialistico basato sulle evidenze scientifiche.

L'obiettivo della terapia è aiutare la persona a vivere una vita più libera, significativa e coerente con i propri valori, senza essere dominata dalle ossessioni e dalle compulsioni.

 

 

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